Le favole degli alunni di terza A e B

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Vi sono piaciute le nostre fiabe? 

Noi crediamo proprio di si, ecco perché abbiamo pensato di allietare le vostre vacanze pasquali con le nostre favole; non occorre spiegarvi la differenza tra favola e fiaba, vero?

Fateci sapere come le avete trovate, se via hanno divertito, se vi hanno fatto pensare, inviando tante e-mail.

Leggetele attentamente; noi e la nostra maestra Carla abbiamo lavorato per voi anche durante queste vacanze.

Vi ringraziamo e vi auguriamo buon divertimento.

Gli alunni di terza A/B

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questa è la prima

IL CONIGLIO E LA LEPRE

   In un bosco viveva un coniglio che aveva tanta paura della lepre perché lo inseguiva sempre per catturarlo.

Un giorno il coniglio vide che un’ombra nera sbarrò la strada alla lepre che si chiese che cosa fosse. La lepre, impaurita, incominciò a camminare lentamente ma l’ombra, improvvisamente, l’afferrò e se la portò via; il coniglio incominciò ad inseguire l’ombra che, accorgendosene,  si nascose in un cespuglio, il timido e pauroso animale si fermò e si guardò intorno, vide che l’ombra intrappolò la lepre e scappò via.  Il coniglio sentì un lamento, allora si avvicinò al cespuglio e vide la lepre intrappolata e la liberò.  La lepre ringraziò il coniglio e gli promise che mai più  lo avrebbe rincorso , da quel giorno diventarono amici per la pelle.

La morale di questa favola è: chi trova un amico trova un tesoro.

 

 

Emanuele  VILLANI  3^B

(ha curato il testo)

 

Pio Jonathan Curcetti  3^B

(ha curato l'illustrazione)

 

eccovi la seconda

   L’ ASINO E IL CAVALLO

   Tanto tempo fa esisteva una fattoria ai piedi di una montagna. In questa fattoria c’era una stalla in cui vivevano un asino ed un cavallo. Il cavallo era molto astuto, invece l’asino era molto ingenuo. Infatti il cavallo era ben voluto dal fattore a differenza dell’asino che era mal visto dal fattore. Nonostante ciò l’asino e il cavallo erano buoni amici.

Un giorno la fattoressa preparò delle frittelle e ne  mise alcune  a raffreddare fuori, sul davanzale della finestra. L’odore delle frittelle si sparse per tutta la fattoria  arrivando fino alla stalla dell’asino e del cavallo. Il cavallo sentendo questo buon profumo di frittelle gli venne l’acquolina in bocca, anche perché lui era molto goloso. Poi gli venne un’idea strana. Chiamò l’asino e gli disse che aveva sentito la fattoressa dire che quelle frittelle erano proprio per loro. Poi gli propose di andare a  prenderle, sarebbe andato anche lui insieme, ma aveva da sbrigare una faccenda con il fattore. L’asino, pur avendo una voglia matta di assaggiare quelle frittelle, gli rispose che si sarebbe recato dalla fattoressa in tarda serata, appena libero dai suoi impegni. Poco dopo, però, l’asino si precipitò a prendere le sue frittelle  sul davanzale della finestra  e se le divorò. Ritornato nella stalla si incontrò con il cavallo che lo guardò e, gli domandò come mai non avesse ritirato anche la sua porzione di frittelle. L’asino rispose che adesso lui era andato a ritirare le sue frittelle, ora toccava al cavallo prendere la sua porzione. 

L a morale di questa favola è che ognuno deve badare ai fatti propri.

 Mariaida PILONE  III  B                 

guardate un po' come abbiamo fatto

Questa MAPPA CONCETTUALE mi ha aiutato ad inventare la FAVOLA

Presentazione dei personaggi della favola.

Quando si svolge la vicenda.

Dove si svolge la vicenda, in quale ambiente.

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Situazione iniziale

I protagonisti sono quasi sempre animali con caratteristiche umane: difetti e virtù. Si comportano proprio come le persone: a volte in modo positivo, a volte in modo negativo. Esiste il personaggio più forte e quello più debole.

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Sviluppo della situazione

Il racconto si conclude con la MORALE cioè con un insegnamento.

Conclusione e Situazione finale

vi salutiamo con quest'ultima

                                             L'AQUILA E IL PESCIOLINO ROSSO

   Tanto ma tanto tempo fa, in una giornata assolato, un signore comprò un pesciolino rosso che lo chiamò Croc.

 Dopo un paio di giorni, questo signore non ebbe più cura del pesciolino e lo lasciò nella fontana. La fontana pian piano diventava gialla perché nessuno si preoccupava di sostituire l'acqua sporca con quella pulita. Il pesciolino aveva preso molte malattie infatti l'acqua era diventata gialla. Un bel  giorno, per sua fortuna, passò di lì un'aquila che svolazzava intorno alla fontana; il pesciolino si accorse che il grande uccello aveva qualcosa stretto fra le zampe: era un nido. Croc ne approfittò e le chiese di sostituire l'acqua sporca perché quella in cui viveva era putrida. L'aquila  ebbe un'idea geniale, anziché portargli dell'acqua pulita, che non sapeva come trasportare, pensò di accoglierlo nel nido che stringeva fra le sue zampe e di portarlo dove  era l'acqua pulita, approfittando anche per fargli fare una passeggiata tra le nuvole. Il pesciolino ringraziò l'aquila e, mentre si alzava in volo, fece una bella pernacchia alla fontana. L'aquila si prese cura del piccolo Croc, lo portava sempre  con sé e gli cambiava spesso l'acqua, infatti al pesciolino gli guarirono tutte le malattie. Un bel giorno, il signore che l'aveva comprato andò alla fontana a riprendere il suo Croc, perché gli era nata  una stupenda bambina e glilo voleva regalare. Giunto al centro della piazza, dove c'era la fontana e , con grande meraviglia si accorse che il pesciolino non c'era più e se ne andò sconsolato. Da quel giorno l'aquila e Croc diventarono amici.

 La morale di questa favola è che se compriamo un animale  dobbiamo averne cura per sempre.

Noemi MORLINO   III  B   

(ha curato il testo)

 

Danilo Padalino  3^B

(ha curato l'illustrazione)

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