PROGETTI  EXTRACURRICOLARI

 

anno scolastico 2006-2007

 

LA REDAZIONE DI "PENNA DI FALCO"

       

docente referente Carmelina Curcelli

LA STESURA DI UN GIORNALE 

        PREMESSA

Tra i linguaggi settoriali quello giornalistico merita un’attenzione particolare. Per i bambini lavorare sul giornale quotidiano significa accostarsi ad una nuova fonte di informazione e di conoscenza.

La stesura di un giornale, in principio “di classe”, diventato poi di “circolo”, si giustifica in quanto processo attivo che implica l’attività di elaborazione e di costruzione da parte dei soggetti che apprendono.

Tali conoscenze, a nostro avviso, non si acquisiscono soltanto come informazioni, concetti, idee, fatti rilevanti, per restare tali, ma si applicano in situazioni concrete e cioè si contestualizzano mettendo in pratica una serie di abilità funzionali all’uso.

In tal caso il sapere, che diventa saper fare in un’interazione, dà all’apprendimento la categoria di dimensione sociale: gli alunni imparano ad interagire tra loro, intrecciando relazioni, condividendo attività e significati, sviluppando pratiche di discorso collettivo e modalità di argomentazione e di ragionamento.

Inoltre, essi imparano a costruire conoscenze specifiche, a mettere in atto operazioni mentali di diverso tipo, ad interiorizzare modi di ragionare adeguati all’ambito disciplinare e al tipo di contesto.

Gli alunni entrano in contatto con vari linguaggi e, quindi, con nuovi strumenti di espressione personale e comprensione della realtà.

FINALITA’

1.      La lettura ritrova, attraverso il percorso della stesura del giornale, la sua più autentica vocazione alla competenza, non solo come applicazione della conoscenza, ma soprattutto come consapevolezza della conoscenza;

2.      Il leggere e lo scrivere sono considerati non solo come dovere scolastico, ma come attività libera e capace di porre l’alunno in relazione con se stesso e con gli altri;

3.      La capacità di leggere ed interpretare in maniera critica la realtà esterna aprendo sempre i canali di comunicazione con gli altri;

4.      Educare le giovani generazioni a conoscere molto più da vicino un mezzo d’informazione, quale il giornale, che con l’avvento della TV e del computer, ha perso terreno in alcuni contesti.

5.      Conoscere e usare il PC.

6.      Saper accedere a Internet.

7.      Saper aprire alcuni siti per ragazzi e fare una piccola ricerca.

8.      Sviluppare la capacità di lavorare in gruppo interagendo con gli altri .

9.      L’utilizzo del computer per la stesura e impaginazione del giornalino come spazio organico, operativo e mentale in cui realizzare il progetto.

OBIETTIVI

v     Inserirsi in modo adeguato e opportuno in situazioni comunicative diverse, secondo contributi pertinenti e utili.

v     Saper parlare utilizzando strutture sintattiche corrette e connettivi logici adeguati.

v     Saper produrre testi organici, completi, coerentemente strutturati, creativi nello stile e nei contenuti.

v     Sviluppare un percorso coerente e integrativo.

v     Approccio alla lettura di articoli che svolgono lo stesso tema.

v     Stimolo e rinforzo alla lettura.

v     Attribuzione del valore socializzante ed esperienziale della lettura.

v     Conoscenza e confronto fra diverse storie, diversi generi letterari, diversi autori.

v     Acquisizione di conoscenze e competenze operative.

v     Stimolo alla ricerca e all’uso delle informazioni.

v     Produzione di elaborati secondo le 5 “W”.

METODOLOGIA

La realizzazione di questo progetto non ha niente a che fare con la trasmissione di un sapere preconfezionato del docente; esso vuole superare lo schema d’insegnamento classico fondato sulla spiegazione del docente, sullo studio individuale a casa e sull’interrogazione, per stimolare invece la curiosità degli alunni, il loro provare, scoprire, fare, ricercare, risolvere problemi, discutere…

Pertanto, si progettano percorsi di insegnamento/apprendimento realmente significativi che impegnano i ragazzi in modo coinvolgente e operativo, facendo esaminare e manipolare testi, usare strumenti d’indagine, acquisire procedure e tecniche di verifica.

La stesura del giornale sarà un’occasione per mettere a frutto quanto imparato, anche negli anni passati, sulle diverse modalità di stesura di testi e sarà il modo di attivare un laboratorio di produzione linguistica.

Le attività di lingua orale e scritta proposte saranno finalizzate alla realizzazione non di un giornale del tipo quotidiano, quanto di uno simile a un magazine,di una rivista, con tanto di rubriche, servizi speciali, giochi e pagine di narrativa.

Il progetto sarà strutturato da insegnanti ed alunni.

La situazione comunicativa che proponiamo sarà simile a quella di un seminario di lavoro. Noi insegnanti dovremo agire da coordinatori e a tale scopo sarà bene tenere presente un promemoria:

·        Coordinare il gruppo;

·        Stabilire delle regole precise d’intervento (modalità per avere la parola, non sovrapporsi, cercare di essere impertinenti e mirati nei contenuti);

·        Dare la parola;

·        Focalizzare le proposte;

·        Riepilogare;

·        Richiedere chiarimenti;

·        Indirizzare il percorso della discussione;

·        Incoraggiare il percorso della discussione;

·        Incoraggiare l’intervento di tutti;

·        Tenere in mente una traccia del percorso da mettere in atto;

·        Definire i settori: attualità, intervista a …, scienza, cucina, passatempo, sport, narrativa, poesia, riflessioni, descrizioni, indagini, esperienze personali;

·        Stabilire i tempi e date di consegna, correzione, impaginazione, stampa.

FASI DEL PROGETTO

1^ fase  Scelta di un tema trasversale

¨      Coinvolgimento aree disciplinari;

¨      Aree di intervento possibili (ricerca storica, ricerca iconografica, esplorazione del territorio, visite guidate, attività espressive, attività d’indagine, produzione di mappe, schemi, statistica);

¨      Modalità di lavoro: lettura, ricerca, analisi, uso di strumenti, produzione scritta.

2^ fase Sviluppo del tema

¨      Lettura di testi in gruppo e individualmente;

¨      Relazioni con altri media (film, TV, radio, libri);

¨      Approfondimenti antropologici, geografici, scientifici, letterari;

¨      Confronto ed elaborazione di dati, uso di informazioni, produzione;

¨      Visite, attività, ricerche, lavori di gruppo, indagini, interviste.

3^ fase Verifica e Valutazione

¨      Verificare: procedimenti di elaborazione e sviluppo, riflessioni, ipotesi di lavoro, analisi, costruzione, apprendimento di tecniche o di strumenti di indagine.

¨      Valutazione del lavoro svolto (autovalutazione degli alunni, valutazione collettiva, valutazione esterna).

¨      Presentazione del prodotto alle famiglie e al territorio (amministrazione pubblica, biblioteche pubbliche, librerie e negozi commerciali, banche ed associazioni).

Per quanto riguarda l’aspetto del lavoro cooperativo, inviteremo i bambini, al termine di ogni

fase dell’attività e al termine del lavoro a riflettere sull’esperienza compiuta con domande stimolo e questionari.

L’uscita di ogni numero o la partecipazione a concorsi rappresenterà un ulteriore momento collegiale di valutazione; inoltre ci darà l’occasione per riflettere sulle modifiche da apportare

all’organizzazione del laboratorio se intendiamo riproporlo l’anno seguente.

A CHI SI RIVOLGE

Gli alunni da coinvolgere saranno quelli frequentanti le classi quarte e quinte, per un totale di circa 60 bambini.

PERSONALE DOCENTE E TEMPI

La realizzazione dei progetti verrà affidata a n° 5 docenti per 30 ore pro-capite, più 5 ore di programmazione. L’insegnante Carmelina Curcelli, che coordinerà il lavoro con la sezione multimediale del giornalino, programmerà per un totale di 10 ore 

Gli incontri della durata di 2 ore ciascuno si terranno una volta alla settimana.

CONCLUSIONE

Il nostro percorso ha valenza di strumento metadidattico, che permette di costruire un progetto didattico trasversale alle diverse discipline. Un tema letterario, un mito, la favola, l’avventura, la storia, la geografia, l’arte, la musica…, si coordineranno nel corso dell’anno scolastico a un vero e proprio “prodotto finale”, quale il giornale, in cui recensioni, indagini, statistiche, interviste, risultati di ricerche diventano un gioco inventato dai bambini con la regia degli insegnanti.

 

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La multimedialità

per “Penna di Falco” il giornale d’Istituto

docenti referenti Milena Mancini e Ida La Salandra

Premessa

Leggere e navigare: modi diversi d’entrare in relazione con il sistema delle informazioni e delle conoscenze. Giornale e tecnologie multimediali: percorsi differenti per i quali è indispensabile oggi definire sentieri di collegamento, aree di interazione, radure di compresenza.

Da molti anni la nostra scuola propone agli alunni della stessa, in orario extracurricolare, il laboratorio “Stesura di un giornale”. Gli alunni impegnati in questo laboratorio sono soprattutto bambini del secondo biennio, vista la complessità del laboratorio e i prerequisiti e le competenze richiesti agli alunni stessi.

Le attività finalizzate alla realizzazione del giornalino d’istituto “Penna di Falco” vedono gli alunni e i docenti impegnati in diverse fasi.

· scelta delle tematiche da affrontare

· discussione guidata all’interno dei piccoli gruppi di lavoro

· stesura di uno schema-guida

· ricerca e approfondimenti sulle tematiche da trattare

· realizzazione degli articoli.

I prodotti degli alunni, elaborati all’interno dei piccoli gruppi operativi, individuati per tematiche, viene successivamente sottoposta al gruppo della redazione che opera tagli, modifiche, suggerisce immagini e prepara il menabò, guidati dal caporedattore.

Il lavoro redazionale si completa con l’impaginazione del giornale in Publisher e con la stampa delle copie.

Per l’anno scolastico in corso  docenti coinvolti nella redazione si propongono di allargare le competenze informatiche degli alunni, ormai sufficientemente avvezzi all’uso delle NT, guidandoli nell’impaginazione delle rubriche del giornale, nella sistemazione degli articoli e delle immagini, nella collocazione dei titoli, nella scelta degli sfondi, utilizzando tutte le potenzialità che il programma di impaginazione offre.

Inoltre, avendo il giornale riscosso grande consenso da parte dei nostri giovani lettori, si pensava all’opportunità di postare le varie rubriche sul sito della scuola, dando l’opportunità agli alunni coinvolti nel progetto di acquisire competenze nell’allestimento di pagine web.

Finalità

Per quanto riguarda gli obiettivi formativi si fa riferimento alle finalità ampiamente espresse nel progetto “Redazione di un giornale”.

Il progetto prevede l’accostamento graduale dei bambini alla lettura ed alla comprensione del messaggio giornalistico: quello formulato in funzione della stampa su un giornale e quello finalizzato alla pubblicazione su un giornale web.

Il concetto chiave che si vuole trasmettere è infatti: il giornalismo ed i suoi doveri sociali rimangono gli stessi col mutare degli strumenti usati.

Obiettivi specifici di apprendimento

· promuovere l’accesso a internet e alla multimedialità intesa non solo come apprendimento delle tecniche ma come appropriazione di una nuova cultura.

· favorire l’integrazione tra i nuovi media e gli strumenti di comunicazione e di informazione tradizionali (libri, giornali etc.)

· individuare le forme più idonee per promuovere la lettura attraverso il multimedia.

· mettere in relazione la multimedialità con le altre attività espressive valorizzandone le potenzialità creative

· sviluppare modalità di apprendimento e d’uso delle nuove tecnologie multimediali in forme ludico-creative

· individuare le forme migliori di progettualità culturale di nuova sensibilità, per consentire un utilizzo flessibile di tutte le tecnologie comunicative ed espressive valutate ciascuna nelle sue specifiche potenzialità.

· sfruttare le possibilità di realizzazione offerte dalle applicazioni informatiche ipertestuali e multimediali;

· utilizzare gli strumenti interattivi della rete Internet per la produzione e la trasmissione di documenti realizzati dalle classi

· applicare tali possibilità alla realizzazione di un giornalino di classe dalla veste grafica quasi professionale e dalla diffusione "mondiale" grazie all'immissione nella rete Internet

· stimolare gli insegnanti alla creazione di un menabò (titoli e contenuti) e gli alunni alla redazione di articoli, testi narrativi, disegni, giochi, e quant'altro di utilizzabile per un giornalino di classe "online".

Prerequisiti

Agli alunni coinvolti nel progetto si richiede il possesso delle seguenti competenze:

· uso di un word processor, conoscenza della barra degli strumenti di word, stampa del documento

· uso di Internet Explorer, navigazione internet, ricerca con i motori di ricerca, salvataggio di pagine web e di immagini

· uso di un programma di immagini, realizzare immagini con paint.

Contenuti

Il percorso progettuale prevede l’utilizzo di programmi:

· Programma di impaginazione Publisher, la scelta dello schema di pubblicazione, la combinazione di colori, la combinazione dei tipi di caratteri, la scelta del layout, il completo utilizzo della barra dei menù e degli strumenti, la coerenza grafica delle scelte effettuate.

· Programma di immagini (Adobe o Photoshop), apportare semplici modifiche alle immagini acquisite attraverso lo scanner o attraverso la macchina fotografica digitale (oscurirle/schiarirle, contrastarle, renderle nitide, aggiungere bordi, comprimerle per postarle sul sito etc)

· Programma per la realizzazione di pagine web Front Page, progettare lo spazio, inserire testi, immagini, rendere lo sfondo, formattare i testi, creare collegamenti ipertestuali, progettare un possibile percorso di navigabilità all’interno delle pagine realizzate, conoscere e utilizzare gli strumenti del programma.

Metodologia

In via preliminare si sceglie di adoperare quale metodo didattico principale la costante ricerca di un rapporto aperto ed interattivo tra alunno e insegnante. Particolare attenzione verrà posta nella spiegazione delle parole nuove attraverso sinonimi ed esempi.

E’ importante notare che nella primissima fase, l’accostamento del bambino al nostro mondo-giornale avviene attraverso l’utilizzo del giornale stesso.

Per iniziare non interessa che il giornale sia un prodotto informativo/sociale/intellettuale,  importa piuttosto notare con i bambini che il giornale è prima di tutto un “oggetto” materiale.

Il giornale fatto di carta e inchiostro, fatto di parti “montate” ad arte, che possono essere smontate, rimontate, riprodotte, contate, scambiate etc.

Solo in un secondo momento potrà essere introdotta una nuova “scoperta”: la notizia.

I bambini cioè attraverso il confronto e l’analisi dei diversi “oggetti” a disposizione, trovano che la notizia può essere data e confezionata in modi e tempi assai differenti. Ci sono articoli che si possono scrivere in un mese ed altri per la cui redazione sono bastati pochi minuti. Da notizia a notizia cambiano molte cose: la posizione dell’articolo nella pagina e nel giornale, la dimensione e la posizione del titolo, l’impatto che la presentazione del fatto avrà nel lettore, l’uso delle parole, l’aggettivazione etc. Ci saranno poi diversi tipi di articoli: l’opinione, la cronaca, l’analisi.

Tutti importanti e tutti da considerare.

Perché?

Questa sarà la domanda costantemente rivolta ai bambini in questa fase. Perché un titolo è più grande di un altro titolo? Perché i pettegolezzi del mondo dello spettacolo spesso vengono prima delle notizie vere: della disoccupazione, della cronaca, della politica? Perché esistono tanti tipi di giornali? Perché esiste la stampa cosiddetta di settore?

La risposta, o meglio le risposte, saranno racchiuse in un concetto fondamentale. Il giornale è un prodotto fatto dagli uomini per gli uomini.

Il giornalista confeziona cioè il giornale sapendo che ci sarà un lettore, un particolare lettore, che andrà a comprarlo in edicola. Senza l’atto dell’acquisto e dunque della testimonianza di gradimento da parte del lettore il giornalismo cessa di essere possibile, economicamente ed idealmente.

Contemporaneamente sarà possibile conoscere un nuovo tipo di informazione, quella su Internet. Accanto agli attuali supporti che ci trasmettono quotidianamente le informazioni giornalistiche, c’è anche quella dei giornali on line. Questo ha cambiato le nostre abitudini, il modo di leggere le notizia, cosi come è cambiato per i giornalisti il modo di scriverle. Si è affermato ancora di più il giornalismo di settore. Si sono aperte possibilità per tutti di essere informati di più e meglio.

Nella fase iniziale del percorso si utilizzerà la rete didattica presente in laboratorio, che consente il controllo costante di tutti i client e l’opportunità di presentare sulle postazioni della lan la spiegazione dell’insegnante dal server, e momenti di spiegazione in videoproiezione.

Successivamente gli alunni raggiungeranno gradualmente un’autonomia operativa tale da poter gestire il proprio lavoro al pc, guidati dalla regia e dal supporto dei docenti esperti nel settore.

Sussidi

· Aula laboratorio multimediale completamente disponibile con le 12 postazioni client, più il server e le periferiche presenti in laboratorio

· Utilizzo della rete didattica disponibile nel laboratorio

· Videoproiettore

· Macchina fotografica digitale

· Software Publisher (già in dotazione alla scuola) da installare su tutte le postazioni del laboratorio

· Software per la lavorazione delle immagini (Adobe o similari, già in dotazione alla scuola)

· Software FrontPage (già in dotazione alla scuola) da installare su tutte le postazioni del laboratorio

· Risme di carta A4 e A3

· Cartucce per stampanti A4 e A3

· Floppy e cd

Verifica dell’attività progettuale

Il prodotto finale stampato, quindi concluso, portato a termine dagli alunni, rappresenta di per sé un momento di verifica degli apprendimenti e di valutazione dell’attività progettuale svolta.

Un altro momento di valutazione e riflessione sugli obiettivi perseguiti sarà la verifica della capacità degli alunni di “leggere” un giornale criticamente; essere in grado di individuare le diverse parti “montate”, cogliere le motivazione della collocazione/sistemazione degli articoli e delle rubriche.

Verifica implicita comporta anche la realizzazione di uno spazio organizzato del giornale “Penna di Falco” da postare sul sito della scuola.

Anche l’acquisita capacità di rintracciare notizie da giornali on line, essere in grado di navigare all’interno di un giornale virtuale, cogliere le differenze strutturali delle due modalità di comunicazione costituirà momento di verifica delle competenze raggiunte dagli alunni e dell’intero percorso progettuale.

Docenti responsabili del progetto

Milena Mancini e Ida La Salandra

Destinatari

Gli alunni coinvolti nella redazione del giornale “Penna di Falco”; 24 alunni, divisi in due gruppi di dodici (12 sono i client del laboratorio di informatica). Preferibilmente alunni delle classi quarte, già avviati al laboratorio del giornale d’istituto dallo scorso anno scolastico, per rendere spendibili ancora per il prossimo anno le competenze acquisite dai bambini.

Tempi / Ipotesi calendarizzazione

I tempi di realizzazione del progetto sono strettamente collegati alla realizzazione degli articoli del giornale d’istituto.

Si prevede, come per la redazione del giornale d’istituto, un incontro settimanale di 2 ore (il giorno è da concordare, considerando la disponibilità degli alunni e le altre attività previste nel POF d’Istituto).

Si possono prevedere tre periodi nel corso dell’intero anno scolastico, orientativamente così suddivisi:

· 10 ore da realizzare con gli alunni tra i mesi di novembre e dicembre (5 incontri)

· 10 ore da realizzare con gli alunni tra i mesi di gennaio e febbraio (5 incontri)

· 10 ore da realizzare con gli alunni tra i mesi di marzo, aprile, maggio (5 incontri)

da realizzare con gli alunni ore 30.

Per la progettazione/programmazione delle attività, la predisposizione del software utile alla realizzazione del progetto, per gli incontri di raccordo con la redazione del giornale e con il docente caporedattore, per la discussione del menabò, si prevedono cinque incontri di 2 ore ciascuno per un totale di ore 10.  

Totale ore: 30 + 10 per ciascun docente coinvolto (2 docenti)

Totale ore progetto: 60 di insegnamento + 20 di progettazione/programmazione/raccordo.

Foggia, 2 ottobre 2006                                                                        I docenti responsabili

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LABORATORIO  TEATRALE

svolto da docenti interni

a supporto del progetto presentato dal regista M. D’Errico

Docenti referenti: Costi Maria, Chinni Maria Rosaria

PREMESSA

L’educazione teatrale può essere assunta come uno degli aspetti dell’educazione a fruire consapevolmente di una particolare forma espressiva. In analogia con quanto avviene per la letteratura, il cinema, la musica, le arti figurative, la Scuola si pone l’obiettivo di fornire agli alunni gli strumenti che consentano loro di comprendere lo sviluppo e i caratteri specifici di uno spettacolo teatrale, così da apprezzarne i valori estetici e culturali. Tale concezione dell’educazione teatrale riconosce al teatro lo status di un segmento del sapere, al quale accedere con modalità tecnicamente differenti, rispetto al sapere letterario o scientifico, ma sostanzialmente omogenee a un modello attestato, secondo il quale la trasmissione di conoscenze e l’acquisizione  di abilità avvengono mediante la partecipazione a esperienze concluse.

FINALITA’

Molteplici sono i fini che con un laboratorio teatrale, strutturato e diretto in maniera professionale, si possono ottenere:

-         vedere il teatro come possibilità di approfondimento di tematiche previste dalla                   programmazione ( trasformazione di un testo narrativo in un testo che consenta la drammatizzazione, approfondire la conoscenza di testi letterari in prosa o poesia, padronanza ed arricchimento dei mezzi espressivi, creazione di un testo teatrale).

-         Il teatro come possibilità di un discorso interdisciplinare.

-         Il teatro come possibilità di realizzare una socializzazione fortemente connotata di valori ( riuscire a liberarsi da posizioni egocentriche , difensive che sovente investono i rapporti interpersonali ) e scoprire l’importanza della soliderietà, dell’aiuto reciproco, del suggerimento utile, dell’incoraggiamento per il raggiungimento di un unico scopo “lo spettacolo finale”.

-         Il teatro come possibilità di usare una molteplicità di linguaggi.

OBIETTIVI

  1. Saper drammatizzare un testo rispettando i tempi d’inserimento e di successione all’interno di parti dialogate;
  2. Approfondire la conoscenza di testi letterari in prosa o poesia;
  3. Sapersi immedesimare in un ruolo e dare incisività al personaggio interpretato;
  4. Acquisire padronanza e consapevolezza dei propri mezzi espressivi;
  5. Sviluppare la socializzazione e interagire anche con compagni di classi diverse;
  6. Potenziare la memoria e la concentrazione;

MATERIE DI STUDIO

-         Articolazione e respirazione

-         Scanzione, dizione e fonetica

-         Studio dei fonemi e dei risuonatori del nostro corpo

-         Tecniche del corpo

-         Lavoro dei muscoli e delle articolazioni

-         Analisi di testi teatrali in prosa e poesia

-         Esercitazioni di improvvisazione teatrale

-         Messa in scena di un lavoro

Destinatari

Gli alunni  delle classi  3^, 4^ e 5^ del  circolo, docenti, famiglie.

TEMPI DI SVOLGIMENTO

Il corso prevede un  incontro settimanale della durata di due ore ciascuno per un totale di quaranta ore.

PERIODO DI SVOLGIMENTO

I giorni e gli orari del corso saranno scelti e decisi in base alle esigenze dei partecipanti.

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“PER  SENTIRSI  PIù AMICI”

         RESPONSABILE DEL PROGETTO   Marcella Maria Del Tito  

               

 

 

PREMESSA

Oggi più che mai, la nostra società, sempre pronta a migliorare attraverso una continua evoluzione, cresce misurandosi continuamente con i popoli e le civiltà che le sono più vicine, cercando di programmare la propria vita in una dimensione europea. In tutto questo la scuola, grazie allo studio delle lingue straniere che essa propone, ha un ruolo di primaria importanza, poiché diventa il luogo privilegiato dove far incontrare e valorizzare culture appartenenti a mondi diversi. Per questa ragione la scuola San Pio X , sempre attenta alle esigenze della propria utenza, ha pensato di offrire ai suoi allievi, con un progetto d’istituto da svolgersi in orario extracurricolare, l’insegnamento della lingua francese, della lingua tedesca e della lingua spagnola.

FINALITA’

Ampliamento dell’offerta formativa relativa all’insegnamento della lingua straniera attraverso l’istituzione di corsi extracurricolari di lingua francese, tedesca e spagnola.

OBIETTIVI

-    Sensibilizzare sull’importanza dell’apprendimento delle lingue

-         Promuovere il plurilinguismo ed il pluriculturalismo.

-         Incrementare la consapevolezza e la considerazione per tutte le lingue parlate in Europa.

OBIETTIVI FORMATIVI

-         Saper salutare

-         Sapersi presentare e saper presentare

-         Saper eseguire istruzioni correlate alla vita di classe

-         Identificare e nominare i colori

-         Identificare e nominare i numeri

-         Chiedere e dare numeri di telefono

-         Saper domandare e saper formulare risposte riguardo all’età

-         Identificare e nominare gli animali domestici

-         Identificare i membri della famiglia

-         Parlare di abilità

-         Parlare delle parti del corpo

-         Descrivere l’aspetto fisico

METODOLOGIA

Le attività verranno introdotte attraverso l’uso di posters , wall-chart e flash cards. I bambini amano cantare e, per questa ragione, le canzoni diventeranno una via per acquisire il lessico, le strutture e la pronuncia della lingua straniera studiata. Il rafforzamento delle competenze avverrà attraverso giochi di vario tipo che permetteranno la socializzazione ed un uso naturale della lingua.

DESTINATARI

Gli alunni delle classi III e IV del circolo

RISORSE UMANE

I docenti del circolo specializzati nelle tre lingue comunitarie

BENI E SERVIZI

Locali scolastici, uso fotocopiatore, risme per fotocopiatore

DURATA

h.30 per ogni corso

Foggia, 27/09/06                                          f.s. ins. Marcella Maria Del Tito

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     L ‘ARTE FRA MANUALITA’ ED ESPRESSIVITA’: IL MOSAICO

DOCENTI   DI MATTEO ELISABETTA  CIARAMBINO CARLA  CANDELORO ROSAMARIA

SCOPO DEL PROGETTO

Questo progetto vuole superare lo stereotipo culturale che propone l’arte e la sua ricezione legate esclusivamente all’istintività e spontaneità.

Gli obiettivi che si propongono non hanno come scopo quello di familiarizzare bambini e ragazzi con i linguaggi e i modelli propri dell’arte, ma di immettere nei loro processi intellettuali immaginativi  e creativi, idee, paradigmi e metafore, simboli e codici desunti dall’universo artistico, capaci di fornire schemi di  osservazione del mondo.

L’aula diviene una palestra estetica non solo per produrre saperi ma soprattutto per elaborare e costruire la propria identità.

Scrive Rudolf Arnheim che l’arte “incomincia ad avere senso quando viene concepita come il tentativo più radicale di comprendere il significato dell’esistenza mediante le forme, i colori e i movimenti che il senso della vista coglie e interpreta”.

DESTINATARI

Questo progetto è rivolto agli alunni delle classi delle classi prime e seconde che riescono ad interagire e a relazionarsi con il mondo e gli altri privilegiando il codice non verbale grafico-pittorico,esprimendo con l’immagine e il colore ciò che le parole non dicono.

TEMPI DI ATTUAZIONE

Il progetto si svolgerà nell’anno scolastico 2006/2007,per un monte ore annuale di 40 ore da articolarsi in 2 ore settimanali in orario extracurriculare.

Fasi del progetto

Il progetto si articolerà secondo un iter che parte dall’acquisizione delle strumentalità di base alla capacità di rielaborazione e produzione di materiali finiti .
I bambini saranno stimolati a sviluppare il proprio potenziale creativo  incontrando il mondo delle immagini e dei colori attraverso , non solo le opere d’arte nel genere del mosaico ,ma anche  opere architettoniche  che trasversalmente incontreranno nello studio delle antiche civiltà affrontate nell’ambito antropologico .Le attività proposte ,infatti, permetteranno di avvicinarsi ulteriormente agli usi e costumi delle civiltà del passato che hanno popolato il nostro territorio onde contestualizzare le attività didattiche proposte dai programmi ministeriali.

Gli alunni saranno stimolati alla produzione non solo di quadri scelti da loro di vario genere, che vanno da  quello sacro a quello contemporaneo e moderno, ma anche di  oggetti  quali: portafotografie, vassoi, scatole, sottobicchieri e quant’altro scaturirà dalla loro inventiva e immaginazione con decorazioni che verranno proposte in  relazione alle diverse festività.

Impareranno, altresì,a vedere e osservare, svilupperanno le strumentalità di base nella conoscenza dei colori e delle tecniche e metodologie del mosaico ed effettueranno ricerche in rete.

 Nel corso dell’anno i bambini verranno guidati alla scoperta del mondo del mosaico e a conoscerne la sua evoluzione storica, alla conoscenza della cromatografia attraverso l’osservazione del mondo e delle cose e di opere d’autore(si effettueranno anche ricerche in internet),all’accostamento di colori di contrasto e soprattutto  alla scelta dei colori secondo il proprio gusto.

Durante lo svolgimento del progetto gli alunni produrranno elaborati individuali e di gruppo e si allestirà, infine, una mostra dei lavori per ogni anno scolastico.

O.F.

O.S.A.

ATTIVITA’

 

  • Liberare le tensioni stimolando e sviluppando la creatività
  • Provare sensazioni diverse osservando immagini 
  • Immaginare  osservando un’opera d’arte nel genere mosaicistico.

 

  • Osservazioni di diverse immagini.
  • Verbalizzazione delle sensazioni prodotte.

 

  • Le forme espressive del colore
  • Riconoscere i colori primari,secondari e utilizzarli per ottenere nuovi toni di colore.
  • Riconoscere gli effetti espressivi prodotti dai contrasti cromatici.
  • I colori caldi e freddi.

 

  • Esercizi di base su colori primari,secondari,caldi ,freddi,le miscele di colori.
  • Sperimentazione delle diverse tecniche cromatiche

 

 

  • Imparare a vedere e a osservare
  • Distinguere la figura dallo sfondo.
  • Individuare nelle figure ambigue la figura e lo sfondo colorando alcuni disegni di Eschez.
  • Il rapporto con lo spazio
  • Osservazione guidata di un’opera.
  • Discriminare il rapporto tra figura e sfondo.
  • Produzione di elaborati con e senza sfondo.

 

 

 

  • Disegnare composizioni imparando la squadratura del foglio.
  • Realizzare composizioni astratte con il genere mosaicistico

 

 

  • Scoprire il mondo del mosaico
  • Imparare ad osservare il mosaico nei quadri d’autore.

·        Il mosaico nella storia

 

·        Il mosaico nella nostra città e nella nostra provincia.

  • Sviluppare il potenziale creativo attraverso la produzioni di diversi oggetti.
  • Creare diversi oggetti in relazione alle diverse festività che si susseguono durante l’anno scolastico.
  • Realizzare riproduzioni di opere d’arte con la tecnica del mosaico individualmente e per gruppi.
  • Saper collocare il mosaico nel tempo.
  • Osservare i diversi mosaici a seconda del territorio.
  • Produrre:

§       quadretti di diverso genere a seconda del proprio gusto,

§       vassoi

§       scatole

§       portafotografie

§       sottobicchireri.

§       Decorazioni a seconda delle diverse festività

         

METODOLOGIA

Si stimoleranno gli alunni ad un’opera di chiarificazione interiore dell’esperienza grafico-pittorica mediante il dialogo e la conversazione.

Il bambino sarà libero di scegliere, in molti casi, soggetti, formati, colori, mettendo in atto una serie di operazioni percettive che stanno alla base dei suoi elaborati.

I bambini lavoreranno individualmente ,dando libero sfogo alla propria personalità,e per gruppi imparando a collaborare, divertendosi, per il raggiungimento di un fine ultimo: la produzione di un prodotto finito.

Non verranno mai commentati i prodotti  personali dei bambini poiché espressioni della propria interiorità;  si adotteranno, invece, atteggiamenti volti a promuovere la fiducia in se stessi e il diritto ad avere gusti e preferenze diverse.

MEZZI E STRUMENTI

Tessere musive, colla vinilica, pennelli per colla, cartoncini  da disegno, matite, gomme, matite colorate, pennarelli, immagini di opere d’autore, fotocopie ingrandite, riviste, carta velina.

VERIFICHE

Saranno effettuate verifiche in itinere attraverso la produzione di elaborati e finale attraverso l’allestimento di  una mostra dei lavori per ogni anno scolastico.

Foggia, 30/09/06

DOCENTI

DI MATTEO ELISABETTA

CIARAMBINO CARLA

CANDELORO ROSAMARIA

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Foggia… alla scoperta della nostra città

un percorso di MICROSTORIA

 classi coinvolte 

Docente referente del progetto

secondo biennio (quarte e quinte)

Milena Mancini

Premessa

Già negli anni ’90 si promuoveva  la conoscenza delle storie locali nella scuola come opportunità di indagine laboratoriale e possibilità di percorsi concreti di ricerca-azione.

Intanto la società contemporanea continuava a registrare trasformazioni nel contesto culturale, politico e scolastico che sempre più conducevano verso la valorizzazione di percorsi specifici di storia locale.

Di esempi se ne potrebbero citare tanti: dalla riscoperta della dimensione locale e micro contestualmente ai processi di globalizzazione delle società e delle economie, al  federalismo e alla ridefinizione dei poteri e delle funzioni dello stato nazionale, ai movimenti  migratori che hanno riaperto la questione della cittadinanza, delle identità collettive e delle appartenenze; lo stesso ripensamento dell'insegnamento della  storia, a partire dal decreto Berlinguer del 1996.

La scala locale, lungi dall'essere limitata esclusivamente all'indagine del luogo in cui si vive, è invece una modalità di ricerca e ricostruzione che appartiene al sapere storico, basti pensare all'importanza delle microstorie e delle ricerche su scala locale nell’elaborazione storiografica contemporanea; l'insegnamento delle storie locali è, quindi, parte integrante del processo di formazione della cultura storica dei ragazzi per il suo valore conoscitivo, metodologico e  formativo.

La storia locale è parte integrante della vita di un popolo in tutti i suoi aspetti .

Essa abbraccia la vita politica, sociale, religiosa, civile, le lotte per la conquista di una identità e

alimenta la consapevolezza dei propri valori.

La scuola è il luogo dove ognuno può essere aiutato a fare un viaggio nelle proprie radici e risvegliare il senso della cittadinanza, della gratitudine, dell’impegno alla cooperazione nella costruzione della propria città.

Attraverso la storia e la memoria ognuno può ammirare gli elementi unificatori di una civiltà e ri-scrivere una pagina qualificante. Conoscere il proprio passato può costituire la ragione per non sentirsi estranei al proprio essere dentro la città, ma divenire protagonisti di un responsabile senso di cittadinanza.

Quale storia e perché: motivazione del percorso


L'insegnamento della Storia ha ormai acquisito alcune consapevolezze fondamentali, sia di carattere storiografico sia disciplinare. Queste ci sembrano le principali:

Ø    La necessità di superare una storia basata sull'evento in favore di una considerazione globale degli aspetti economico-sociali, culturali e politici delle vicende umane nel tempo.

Ø    L'adozione di strategie didattiche finalizzate ad un apprendimento concepito non come ripetizione, ma come acquisizione di concetti e di modelli interpretativi.

Ø     L'incontro con le fonti e i documenti inteso come occasione per avvicinarsi al "laboratorio" dello storico e per affrontare la Storia in modo non passivo, non dogmatico.

Ø    La possibilità di porre al passato domande significative per capire meglio il presente.

Obiettivi formativi

Ø   Avviare una didattica della storia non esclusivamente manualistica che consenta agli alunni un ruolo attivo piuttosto che la fruizione passiva dei contenuti.

Ø   Dare priorità all’acquisizione di competenze e capacità rispetto alle conoscenze.

Ø   Vedere l'apprendimento come un processo di costruzione della conoscenza.

Ø   Rompere il modello cronologico orientato esclusivamente dal passato al presente e sostituirlo con un processo che preveda il percorso presente-passato-presente.

Ø   Acquisire il concetto di “città” come ambiente da amare e da rispettare per una corretta fruizione, recuperando senso di identità storica, di appartenenza e di cittadinanza..

Ø   Leggere la città come “sistema”.

Ø   Scoprire i processi di sviluppo e cambiamento della propria città.

Ø   Conoscere e utilizzare concetti chiave come “qualità della vita” e “crescita sostenibile”.

Ø     Riappropriarsi del proprio territorio.

Obiettivi specifici di apprendimento

 

Ø   Acquisire abilità e competenze disciplinari e trasversali.

Ø   Acquisire la consapevolezza del rapporto sistemico: uomo / ambiente / cultura / storia.

Ø   Sviluppare forme di collaborazione (educazione cooperativa) sui temi della conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali, naturalistiche, artistiche, storiche e culturali del territorio, della responsabilità solidale.

Ø   Conoscere il territorio nelle sue componenti: storica, sociale, istituzionale, fisica, scientifica, geostorica, artistica, culturale, religiosa, folcloristica.

Ø   Approfondire la conoscenza del paesaggio urbano attraverso l’esame globale della propria città e lo sviluppo della memoria storica.

Ø   Conoscere le trasformazioni ambientali e l’evoluzione della città di Foggia.

Ø   Conoscere le vicende storiche umane che hanno inciso sulle forme e sui dinamismi caratteristici della nostra città.

Ø   Osservare e riconoscere resti ed edifici storici.

Ø   Confrontare la realtà attuale con la storia del territorio.

Ø   Approfondire il concetto di spazio organizzato ed educare all’uso corretto, pianificato e razionale del corredo urbanistico acquisendo un significativo e permanente senso civico.

Ø   Imparare ad utilizzare le possibilità offerte dalla propria città (uso di biciclette, mezzi pubblici) al fine di acquisire una mentalità ecologica.

Ø   Utilizzare le nuove tecnologie al fine di una produzione comune e condivisa.

 Contenuti

Il progetto si articola in moduli progettuali scelti dai vari gruppi moduli/classi relativi allo studio complessivo del territorio

Essendo il campo di indagine molto vasto e articolato, i contenuti proposti agli alunni saranno parcellizzati e suddivisi tra i vari moduli/classi per sottogruppi tematici. In concreto, valorizzando le competenze e le conoscenze specifiche di ciascun docente coinvolto, ogni gruppo di alunni affronterà, all’interno di una progettazione comune e omogenea,  un aspetto specifico: l’aspetto storico, suddividendo i diversi periodi determinanti per lo sviluppo della città; lo sviluppo urbanistico, l’aspetto letterario, esaminando i personaggi illustri che devono i loro natali o il loro percorso intellettuale al nostro territorio; l’aspetto religioso, delle tradizioni e del folclore, l’aspetto artistico e monumentale, l’aspetto ambientalistico e la vita sociale e culturale, le istituzioni.

Metodologia

Tutte le attività saranno prevalentemente sviluppate sul campo attraverso la ricerca-azione.

Le fasi di svolgimento dei diversi momenti e i materiali da adoperare saranno concordati di volta in volta, in riferimento agli obiettivi da raggiungere, nel corso degli incontri di raccordo e coordinamento. 

I ragazzi saranno impegnati in attività di esplorazione dell’ambiente urbano attraverso visite guidate per la città e attività di riflessione, analisi dell’esplorazione, formulazione di ipotesi, elaborazione della documentazione cartacea e fotografica svolte in aula.

Si organizzeranno prevalentemente lavori di gruppo per proporre l’apprendimento cooperativo, anche se non mancheranno momenti di lavoro individuale.

Si proporrà all’alunno l’esame di una fonte per rintracciare notizie di storia locale; pertanto si prevedono visite guidate ai Fondi locali della “Magna Capitana” e  all’Archivio di Stato di Foggia.

Si procederà con ricerche bibliografiche e su Internet, interviste strutturate e focalizzate e, dove sarà possibile, tutoring esperti.

Si cercherà, per determinati punti di vista del progetto, collaborazioni con le istituzioni  e l’associazionismo presenti sul territorio.

Modalità di svolgimento del percorso progettuale

Ø   Scelta di uno o più punti di vista disciplinare da parte di un gruppo/classe/alunni.

Ø   Scelta del tema o dei temi che si vogliono indagare. 

Ø   Definizione del modulo mono o pluridisciplinare con attenzione alla trasversalità di abilità e competenze.

Ø   Preparazione di dossier (materiale didattico).

Ø   Attivazione del percorso.

Ø   Preparazione di prove di verifica intermedie e finali.

Ø   Elaborazione dei prodotti finali.

Ø   Valutazione e documentazione dei risultati.

Strumenti, risorse e materiali

Ø   Biblioteca della scuola

Ø   Biblioteca Provinciale “Magna Capitana”

Ø   Archivio di Stato

Ø   Materiale in possesso del gruppo operativo progettuale

Ø   Sussidi didattici ed audiovisivi

Ø   Laboratorio informatico e multimediale

Ø   Associazioni culturali e professionali

Ø   Istituzioni presenti sul territorio

Ø   Documenti ufficiali

Ø   Fonti orali (testimoni)

Ø   Giornali

Ø   Fotografie e filmati

Ø   Altro (lettere, diari, narrativa, manuali)

Ø   Materiale di facile consumo (carta, cartoncini, carta fotografica, carta lucida, rullini fotografici, floppy, cd, cartucce per stampanti)

Verifica dell’attività progettuale

Le verifiche e le valutazioni saranno realizzate attraverso l’osservazione sistematica degli alunni durante il loro operare e il loro interagire sul campo di esplorazione e nei momenti di riflessione successiva, in classe o in laboratorio di informatica; ma anche attraverso interventi mirati per la soluzione dei problemi che si presenteranno.

I prodotti finali testimonieranno il percorso progettuale svolto.

Saranno, inoltre proposte, nel corso dei lavori, prove strutturate.

Modalità e strumenti di valutazione dei risultati

Ø   Osservazione degli alunni nei lavori di gruppo e individuali.

Ø   Valutazioni periodiche.

Ø   Costruzione di verifiche intermedie e finali relative agli ambiti disciplinari coinvolti (italiano, matematica, storia, geografia, scienze, educazione alla convivenza civile, arte e immagine, musica, scienze motorie).

Ø   Esame della documentazione raccolta.

Ø   Esame e coordinamento del materiale prodotto dai diversi gruppi di alunni.

Ø   Verifiche intermedie e finali di modulo.

Ricaduta prevista alla conclusione del progetto

Ø   Apprendimenti disciplinari significativi.

Ø   Sviluppo di competenze disciplinari e trasversali.

Ø   Sviluppo di competenze metacognitive.

Docente referente del progetto: Milena Mancini

Docenti coinvolti

Carla Ciarambino, Michela Manicone, Rosanna Candeloro, M. Carmela Marinaccio, Elisa Di Matteo, Marcella Del Tito (IV A/B), M. Pia Ritondale, Stefania Corbo, Dentico, Eva Pettolino (IV C/D), Milena Mancini, Donatella Locurcio, Giovanna Orlando, Donatella Stornaiuolo, Mariarosa Bracuti (IV E/F), Carmelina Curcelli, Assunta Raimo, Angela Menichella, Giuseppina Capozzi (V A/B), Maria Costi, Ofelia Gifuni, M. Pia Massariello (V C/D), Nietta Pastore, Antonella Cera, Giuseppina Cavuoto, Ida La Salandra, Antonietta Melillo (V E/F).

Destinatari

Gli alunni delle classi del secondo biennio: classi quarte A, B, C, D, E, F; classi quinte A, B, C, D E, F.

Tempi / Ipotesi calendarizzazione

 Essendo il campo di indagine molto vasto, il presente progetto si propone come progetto di ricerca-azione biennale per le attuali quarte, future quinte.

Il progetto, coinvolgendo molti alunni e più docenti, necessariamente avrà il carattere della flessibilità, e sarà strutturato in modo semi-intensivo: a partire dal mese di febbraio con incontri settimanali o quindicinali, ogni incontro della durata di due ore, secondo le necessità che si prospetteranno in corso di svolgimento.

Il percorso progettuale si concluderà con gli alunni entro il mese di maggio.

Orientativamente si prevedono

·        n. 2 incontri a febbraio

·        n. 3 incontri a marzo

·        n. 2 incontri ad aprile

·        n. 3 incontri a maggio

per un totale di 20 ore con gli alunni per ogni docente coinvolto.

Relativamente alla progettazione periodica del percorso, necessaria soprattutto per un’ esigenza di raccordo del lavoro proposto, si prevedono n. 3 incontri, nei mesi di febbraio, marzo e aprile

 per un totale di 5 ore per ogni docente coinvolto.

Realizzazione finale del percorso

I risultati finali daranno vita:

Ø   ad una mostra didattica dei lavori

Ø   ad un opuscolo cartaceo

Ø   ad un ipertesto multimediale strutturato su pagine web

Ø   ad una rappresentazione musico-teatrale, conclusione anche del percorso di studio di scuola primaria degli alunni delle classi quinte.

Per l’assemblaggio del materiale prodotto dagli alunni delle diverse classi, oggetto della mostra, per la progettazione dell’ipertesto multimediale, per la realizzazione del copione/canovaccio della rappresentazione, si prevedono 3 incontri nel mese di maggio

per un totale di 5 ore per ogni docente coinvolto.

 

Ore di insegnamento con gli alunni

Ore progettazione

e allestimento prodotti finali

20 ore ogni docente

10 ore ogni docente

20 ore x 27 docenti coinvolti = 540 ore totali

10 ore x 27 docenti = 270 ore totali

 

Foggia, 2 ottobre 2006                                                                        Il docente referente

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MI MUOVO NELLA MIA CITTA’

PROGETTO PER L’INTEGRAZIONE DI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

 

 

docente referente Ida La Salandra

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Sempre più i nostri bambini, ai giorni nostri, sono abituati ad avere tutto ed a muoversi senza avere cognizione di quanto stanno facendo o di dove stanno andando, mostrando scarsa autonomia. Uno dei compiti della scuola è proprio quello di favorire tale autonomia oltre che personale, anche sociale. Con questo progetto si mira a favorire entrambe e la conoscenza dell’ambiente esterno con sperimentazione “sul campo” degli apprendimenti.

ALUNNI COINVOLTI

Tutti gli alunni diversamente abili della Scuola Primaria San Pio X di Foggia, per un totale di 20 bambini.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Obiettivi formativi:

  • Migliorare l’autonomia personale
  • Migliorare l’autonomia sociale
  • Migliorare l’autostima

Obietti specifici:

-        Conoscere le regole dettate dall’educazione stradale

-        Sapersi muovere in città (a piedi, con i mezzi pubblici)

-        Riconoscere i principali luoghi pubblici della propria città e le relative funzioni

-        Contenimento e superamento delle piccole paure

METODOLOGIA

L’attività sarà graduale e articolata in due momenti: una parte di preparazione “teorica” per l’acquisizione di conoscenze generale di comportamenti e per simulare diverse azioni in ambiente sicuro (soprattutto per l’acquisizione di comportamenti da tenere per la strada) e una parte di attività al di fuori della scuola per agire nel mondo reale.

TEMPO PREVISTO IN ORE

Il progetto si articolerà in 10 incontri per un totale di 20 ore.

RISORSE NECESSARIE (interne/esterne alla scuola):

Docenti di sostegno N° 6.

Autobus per gli spostamenti.

Materiale di facile consumo. 

ELEMENTI INNOVATIVI DEL PROGETTO

Il progetto si differenzia per la sperimentazione in ambiente reale di quanto appreso per il raggiungimento dell’autonomia sociale.

Il docente responsabile

La Salandra Ida

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BAMBINI … A CAVALLO

PROGETTO PER L’INTEGRAZIONE DI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

docente referente Ida La Salandra

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

La riabilitazione equestre ha l’obiettivo di migliorare l’integrazione degli alunni diversabili attraverso la conquista dell’autonomia, dell’autostima, delle capacità coordinative, attentive e di concentrazione.

Da ormai lungo tempo, infatti, è riconosciuto agli animali un potere “terapeutico”. Il cavallo in particolare è stato usato, fin dall’antichità, per curare gravi patologie soprattutto di carattere motorio. Condurre il cavallo, oltre a favorire la scioltezza e la coordinazione dei movimenti, costringe a migliorare i tempi di attenzione e di reazione. L’essere a contatto con un animale, per sua natura imprevedibile e che reagisce soprattutto ai segnali inconsci di chi lo sta guidando, stimola una serie di attività intellettive come concentrazione, memoria, stabilità emotiva, tranquillità e fermezza di carattere; ed è proprio attraverso lo sviluppo di tali capacità che il bambino, generalmente isolato e poco responsabilizzato, riesce a migliorare il rapporto con se stesso e con gli altri e soprattutto ad acquisire maggiore autonomia. La riabilitazione equestre va quindi intesa come un metodo terapeutico globale in cui attraverso la pratica di attività ludico-sportive aventi come mezzo il cavallo, l’individuo viene attivato nel suo intero complesso motorio, psichico, intellettivo e sociale.

Con la riabilitazione equestre si riesce ad ottenere una partecipazione “attiva” del bambino che acquisendo la capacità di dirigere il cavallo, diventa PROTAGONISTA del rapporto che riesce ad instaurare con l’animale: fiducia, cura, amore, rispetto.

Saranno coinvolti in questo progetto tutti gli alunni diversamente abili presenti nella scuola (sede centrale, Scuola dell’infanzia), alcuni docenti di sostegno, istruttori e terapisti del settore specifico.

ALUNNI COINVOLTI

Tutti gli alunni diversamente abili della Scuola San Pio X di Foggia (Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria) per un totale di 22 bambini.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Obiettivi formativi:

  • Migliorare l’autonomia personale
  • Migliorare la sensibilità personale
  • Migliorare l’autostima
  • Migliorare le capacità coordinative
  • Migliorare le capacità di rilassamento
  • Migliorare le capacità attentive e di concentrazione.

Obietti specifici

-        Coordinazione dinamica o senso-motoria

-        Controllo posturale

-        Sviluppo del  senso  ritmico e delle categorie spazio-temporali.

-        Organizzazione percettiva e motoria

-        Equilibrio statico e dinamico

-        Potenziamento e organizzazione dei processi attentivi

-        Adattamento ideo-motorio

-        Adattamento alla fatica muscolare

-        Contenimento e superamento delle piccole paure

-        Stabilire una relazione affettiva con il cavallo

-        Conoscenza di  regole dell’equitazione

-        Saper rapportarsi in modo corretto con il cavallo

DESCRIZIONE DI CIASCUNA FASE

PRIMA FASE

Avvicinamento e osservazione. Si organizza il primo contatto del soggetto con il cavallo e con il contesto circostante. Si stimola il soggetto ad utilizzare le proprie modalità espressive e comunicative e si cerca di individuare gli strumenti e le tecniche equestri più adeguate a favorire la relazione del soggetto con il cavallo ed il suo ambiente.

SECONDA FASE

Inizio del programma educativo con le seguenti modalità di intervento: schema corporeo e lateralizzazione, orientamento e strutturazione spazio-temporale, abilità cognitive di base, capacità di rispettare le regole.

TERZA FASE

Verifica obiettivi e festa di fine progetto nella quale i soggetti mostreranno le abilità acquisite.

MODALITA’ DI INTERVENTO

Area motoria: ritmo, equilibrio, coordinazione

Area cognitiva: schema corporeo e lateralizzazione, orientamento e strutturazione spazio-temporale.

Area affettiva: investimento emotivo, comunicazione verbale e non verbale, qualità dei rapporti interpersonali, equilibrio tra l’autosufficienza e la disponibilità alla relazione d’aiuto, capacità di rispettare le regole.

METODOLOGIA

L’attività a cavallo avrà carattere individuale o collettivo. In campo i ragazzi saranno sempre seguiti dagli operatori della cooperativa, responsabili dell’attuazione dei programmi personalizzati.

E’ inoltre prevista la presenza di Palafrenieri deputati al controllo dei cavalli.

I ragazzi verranno altresì coinvolti nelle attività di scuderia (strigliare, spazzolare, docciare, sellare e dissellare i cavalli, nonché riordinare e riporre il materiale di selleria e gli attrezzi per la cura).

TEMPO PREVISTO IN ORE

Il progetto prevede un ciclo di una seduta settimanale di un’ora per 3/4 mesi per un totale di 14 incontri. I bambini saranno divisi in due gruppi che effettueranno l’intervento di riabilitazione equestre in due giorni diversi della settimana.

RUOLO DEI DOCENTI

Il ruolo dei docenti è il seguente:

I FASE (2-3 incontri): primo approccio alla riabilitazione equestre, i docenti svolgono un ruolo di intermediazione tra alunni e terapisti in quanto conoscitori dei vari bambini coinvolti, dei loro bisogni e delle loro potenzialità.

II FASE (incontri restanti): le docenti, attraverso l’attuazione di attività didattiche collaterali, consolidano quanto realizzato nella seduta di riabilitazione con gli alunni in attesa della stessa e/o con quelli che hanno già effettuato la terapia. Infatti ogni seduta di riabilitazione equestre coinvolge al max 3 o 4 bambini alla volta, per cui con i restanti alunni si rende necessaria la presenza di un numero adeguato di docenti al fine di vigilare e completare l’attività proposta durante la seduta.

COMPONENTI ESTERNE CHE COLLABORANO

Terapisti ed operatori dell’associazione LEYLAND C.R.E.A.N.I.R.E. O.N.L.U.S. di Foggia.

ELEMENTI INNOVATIVI DEL PROGETTO

Il progetto si differenzia per l’ambiente in cui si svolge, ricco di stimoli numerosi e differenziati che portano ad una maggiore padronanza di sé e aumentano il livello di autonomia. Il cavallo, elemento centrale della terapia, è in grado di sollecitare sentimenti ed emozioni quali gioia, serenità, paura ed attrazione allo stesso tempo, e permette l’instaurarsi di una comunicazione non verbale con il soggetto densa di emozioni nuove con cui confrontarsi.

MODALITA’ DI MONITORAGGIO, AUTOVALUTAZIONE, DOCUMENTAZIONE  E PUBBLICIZZAZIONE

VALUTAZIONE

Il progetto “Bambini …… a cavallo” dopo la rilevazione della situazione iniziale di ogni singolo alunno vedrà un monitoraggio continuo delle attività svolte e dell’impatto positivo che queste hanno sull’alunno attraverso osservazioni e valutazioni in itinere e finali degli obiettivi perseguiti. Alla fine del percorso gli alunni conseguiranno una certificazione delle competenze raggiunte. La valutazione relativa all’impatto previsto per l’innovazione del progetto verrà effettuata attraverso questionario di gradimento da sottoporre ai genitori degli alunni, ai docenti della scuola, agli alunni interessati.

PRODOTTO/I

Il progetto inserito nel POF d’Istituto, verrà documentato con foto, filmati documentativi dell’attività svolta e dei risultati conseguiti. Esso, inoltre, sarà pubblicizzato attraverso la pubblicazione sul sito web della scuola e sul giornalino d’istituto “Penna di Falco”.

RISORSE NECESSARIE (interne/esterne alla scuola):

N° 4 docenti di sostegno (per 14 incontri), terapisti ed operatori del settore.

Autobus per il raggiungimento del maneggio.

Materiale di facile consumo (cartoncini bristol, colori a spirito, pastelli, risme per fotocopie, matite, gomme).

CANALI DI FINANZIAMENTO

Il progetto vedrà in prima battuta il contributo delle famiglie per un totale di €         

pro-capite, in seguito si farà richiesta di co-finanziamento alla Scuola Polo per l’H I.T.G. “Masi” di Foggia. I docenti saranno retribuiti con il fondo d’Istituto.

Il docente responsabile

La Salandra Ida

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     PROGETTO SCACCHI

docente referente Leonardo Inverso

 

 

Attività scacchi 2006- 2007

Presentazione

L'attività sarà articolata in tre diversi momenti:

·        Lezioni a scuola

·        Tornei intrascolastici

Calendario

II calendario sarà pronto quando avrò presente il quadro degli impegni annuali di collegi e consigli ed altro.

Materiali: scacchi

Ore: 20

Testi: Per la didattica saranno usate due dispense. Testi di riferimento e di supporto saranno la guida tecnica della Federazione Scacchistica Italiana, ed altri testi specifici per la didattica degli scacchi nella scuola dell'obbligo.

Docenti: ins. Inverso Leonardo

L'organizzazione didattica e la strutturazione dei corsi e dei calendari sarà cura del prof. Inverso

Obiettivi specifici

·        Sviluppare concretamente i concetti teorico-pratici elementari del corso di primo livello per portare gli allievi ad una conoscenza abbastanza completa dei fondamenti non solo teorici del gioco.

·        Offrire uno strumento piacevole e impegnativo, che favorisca lo sviluppo del pensiero formale, la fiducia nei propri mezzi, il rispetto delle opinioni degli interlocutori, l'accettazione del confronto.

Obiettivi didattici generali

SVILUPPO MENTALE

·        affrontare e risolvere situazioni problematiche;

·        sviluppare le capacità logiche, la consequenzialità, le capacità di ragionamento

in generale;

·        sviluppare capacità di analisi, sintesi, approfondimento;

·        rafforzare la memoria in generale, la memoria visiva in particolare, la lucidità, la capacità di astrazione;

·        sviluppare la creatività, la fantasia, lo spirito d'iniziativa.

·        Favorire, con lo sviluppo del linguaggio scacchistico, l'abilità d'argomentazione.

·        Stimolare il pensiero organizzato.

·        Stimolare lo sviluppo dell'attenzione, della memoria, dell'analisi e della sintesi.

·        Stimolare l'autovalutazione, la sana competitività, il rispetto dell'altro.

FORMAZIONE DEL CARATTERE

·        Migliorare le capacità di riflessione;

·        controllare l'impulsività, l'emotività, l'approssimazione, la superficialità e la presunzione;

·        sviluppare l'esercizio della pazienza;

·        aiutare la formazione di una coscienza autocritica;

·        stimolare la fiducia in se stessi, l'autocontrollo, le capacità decisionali, il senso di responsabilità e la maturazione generale.

FORMAZIONE DELLA COSCIENZA SOCIALE

·        rispettare le regole e accrescere la correttezza;

·        rispettare l'avversario;

·        trasferire nel gioco la propria aggressività;

·        accettare la sconfitta ed adattarsi alla realtà.

·        sviluppare un'equilibrata valutazione dei propri comportamenti e della propria

·        personalità.

Metodologie didattiche:

Ogni lezione sarà articolata in tre momenti:

•          Esposizione teorica su scacchiera magnetica; esercizi

•          Partite simultanee;

•          Partite tra gli allievi sotto la supervisione dell’insegnante per la correttezza

delle mosse e del comportamento.

Partecipazione ai tornei

La partecipazione ai tornei è finalizzata a una più approfondita acquisizione delle tecniche, ma soprattutto al rafforzamento del carattere, alla capacità di affrontare situazioni problematiche senza perdere la testa, e anzi facendo ricorso a tutte le risorse fisiche e mentali.

Scacchi e obiettivi didattici

Risultano evidenti alcuni collegamenti tra le valenze formative insite nel gioco degli scacchi e gli obiettivi della scuola dell'obbligo. Negli stessi programmi scolastici sono presenti le motivazioni fondamentali che dimostrano la validità e l'utilità del progetto inteso come intervento educativo che

non disturba il lavoro del docente, ma anzi ne diviene un sostegno metodologico e didattico per le numerose valenze formative insite nel gioco.

"La scuola è impegnata ad utilizzare tutti i canali di comunicazione oltre a quello verbale ed un'appropriata metodologia per impedire che le diversità si trasformino in difficoltà di apprendimento ed in problemi comportamentali "

     Caratteristiche

del gioco

Obiettivi

correlati degli scacchi

Sviluppo di capacità di autocontrollo fisico e psichico

Concentrazione ed immobilità

Valutazione dell'importanza dei problemi in esame con conseguente ripartizione del tempo a disposizione

Dover concludere un certo numero di mosse in un dato tempo

Creatività ed immaginazione

Passare da una posizione iniziale di parità ad una brillante conclusione

Sviluppo della capacità di riflessione

Muovere dopo aver considerato la continuazione

Continuo tentativo di miglioramento

Trovata una mossa buona, cercarne una migliore rima di giocarla

Rispetto delle opinioni altrui

L'esito della partita indica quale dei due giocatori aveva l'idea giusta

Sviluppo delle capacità di prendere decisioni in autonomia

Fra le varie mosse considerate bisogna sceglierne una sola e da soli

Sviluppo di capacità di concepire ed eseguire schemi e processi logici.

Una mossa deve essere la conseguenza logica della precedente o deve preparare in modo coerente la successiva

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                   CALIMERO, L'AMICO SPECIALE

docente referente Michela Gambatesa

PREMESSA

Il progetto  è incentrato  sul racconto didattico “Calimero e l’amico speciale” che,  pur affrontando nello specifico il tema di una particolare disabilità quale l’autismo, fornisce spunti per affrontare le  tematiche universali dell’accettazione e dell’integrazione  della diversità.

L’integrazione del bambino autistico, infatti, risulta  tra le più difficoltose proprio per le caratteristiche della patologia che limitano, a diversi livelli,  la comunicazione e l’interazione sociale.

L’incidenza dell’autismo è stimata pari a 5 casi su 10.000, quattro volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine, indipendente da  razze ed etnie tanto meno dalla posizione sociale, economica e  culturale della famiglia di appartenenza.

Il Disturbo Autistico è considerato uno dei più gravi disturbi dello sviluppo dell’età evolutiva che compare tipicamente durante i primi tre anni di età e perdura per tutta la vita. E’il risultato di un disturbo neurologico, che agisce sul funzionamento del cervello causando i comportamenti-problema caratteristici: nello specifico colpisce il normale sviluppo del cervello nelle aree dell'interazione sociale e nelle abilità comunicative. Pertanto, i bambini autistici frequentemente presentano difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, nelle interazioni sociali, e nelle attività legate al tempo libero ed al giocoe trovano difficoltoso comunicare con gli altri e relazionarsi con il mondo esterno. La gravità dell’autismo è molto variabile, i casi più gravi sono caratterizzati da comportamenti estremamente ripetitivi, insoliti, eteroaggressivi o autolesionisti. Tali comportamenti possono persistere nel tempo e diventare difficilissimi da cambiare e gestire, ponendo problemi notevoli a coloro che devono convivere o realizzare un programma educativo e/o terapeutico per questi soggetti.

Ed è per tali motivi, qui espressi in modo sintetico e semplicistico, che la sola parola autismo fa ancora paura per molti è risuona come una condanna senza appello. Il genitore inizia a guardarsi intorno per cercare aiuto e risposte alle domande circa il futuro dei propri figli:- A scuola sarà accettato così com’è?Gli altri bambini giocheranno con lui? Riuscirà ad integrarsi nonostante i comportamenti bizzarri? Potrà fare, anche se in parte, quello che fanno gli altri bambini? Esistono tecnici validi in grado di insegnargli qualche sport?-

È proprio in questo contesto e con tali premesse che si inserisce il progetto “Calimero e l’amico speciale”. La favola “Calimero e l’amico speciale” offre uno strumento educativo e didattico in grado di sensibilizzare e integrare il bambino disabile nel gruppo classe/scuola contribuendo a livellare l’immenso divario che esiste tra “patologia” e “normalità”.

La favola dona alle famiglie dei bambini autistici un valido sostegno per promuovere l’integrazione del proprio figlio nell’ambito della classe, sensibilizzando gli alunni e orientando gli insegnanti.

Calimero è il personaggio trainante dell’intera storia, l’educatore che non comparirà mai che insegna ai ragazzi come comportarsi di fronte ad un amico speciale come un compagno autistico. Quale mezzo migliore per sensibilizzare ed educare un bambino di fronte ad una disabilità se non una favola ricca di immagini e di spunti di riflessione.

Grazie alla favola l’autismo diventa un modo di relazionarsi e, così  dicendo, l’accento si sposta sul ruolo dei pari e su chiunque, soprattutto nel contesto scuola, incontra il bambino “speciale”.

 In ambienti preparati ad accogliere adeguatamente ‘la diversità’ i  bambini autistici sperimenteranno nuove relazioni positive che li aiuteranno  ad uscire gradualmente dal guscio migliorando così la loro  qualità di vita.

OBIETTIVI

Gli obiettivi di tale progetto sono riassumibili nei seguenti punti:

  • Offrire, in un ambiente didattico e formativo, come quello scolastico, un orientamento circa la disabilità, mediante uno valido strumento educativo qual è la favola di “Calimero e l’amico speciale” per il coinvolgimento attivo dei pari, ritenuti figure critiche nel progetto terapeutico.
  • Dare informazioni chiare circa la patologia autistica.
  • Sensibilizzare il gruppo dei pari.
  • Promuovere l’integrazione dei bambini diversamente abili nella classe e nella scuola.
  • Fare in modo che il bambino/ragazzo esca fuori dal guscio.

RESPONSABILE PROGETTO: Insegnante Maria Michela Gambatesa

UTENZA COINVOLTA

Alunni II C/D/E/F dal 27.11.06 al 03.03.07

Alunni I A/B/C/D - II A/B – III E/F dal 12.03.07 al 19.05.07

TEMPI DI ATTUAZIONE

Un incontro settimanale per classe di ore due per un totale di sette settimane

N.B. i tempi sono indicativi e suscettibili di variazioni in relazione alla risposta della classe

STRUMENTI

Favola “Calimero e l’amico speciale”

PRODOTTO FINALE

Realizzazione di una copia della favola rielaborata in classe.

Realizzazione di un cartellone finale

MATERIALE (per il primo gruppo)

2 risme di fogli bianchi A2

1 risma di fogli bianchi formato A3

8 fogli cartoncino bianco

METODOLOGIA

1° Incontro

  • Presentazione, a cura dell’insegnante, della disabilità-diversità, della favola e dei suoi personaggi.
  • Distribuzione della favola da colorare ad ogni alunno.
  • Somministrazione dell’intervista che verrà riproposta nella fase conclusiva del progetto ed inserita nel libro classe.

2° Incontro

  • Narrazione della favola (da pag. 3 a pag. 11)
  • Discussione in classe.
  • Attività “colora  la scena della favola che ti è piaciuta di più”.

3° Incontro

  • Riepilogo della prima parte della favola.
  • Narrazione della favola (da pag. 12 a pag. 18)
  • Discussione in classe.
  • Attività:dispongo in modo disordinato fogli rappresentanti i momenti più importanti della storia; chiedo ai bambini di riordinarli secondo l’esatta successione temporale ricostruendo il filo logico della storia attraverso la narrazione.

4° Incontro

  • Sala multimediale: ascolto della fiaba narrata dal sito www.autismile.it
  • Attività: formare dei gruppi di lavoro ognuno dei quali disegna un momento della storia di Calimero sul libro classe.
  • Attività: somministrazione della scheda didattica nr.2.
  • Registrazione delle risposte sul libro classe.
  • Attività per casa: scheda didattica nr.6 (intervista a casa)

5° Incontro

  • Rielaborazione spontanea del racconto attraverso la rappresentazione grafico pittorica: “quale momento della favola ti è piaciuto di più? Prova a disegnarlo.
  • Somministrazione delle seguenti domande le cui risposte saranno riportate sul cartellone finale: “ se avessi una bacchetta magica quale magia farei per questi bambini?” – “cosa posso fare per loro tutti i giorni?”

6° Incontro

  • In relazione all’età dei bambini si somministra la scheda didattica nr.4.
  • Redazione del libro classe.
  • Realizzazione del cartellone.

7° Incontro

  • Drammatizzazione della storia.
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   PROGETTO DI ISTRUZIONE DOMICILIARE

docente referente Stefania Icolari

I responsabili del progetto 

ins. Icolari Stefania

ins. Colucci Concetta

ins. Cotoia Severina

Premessa

Negli ultimi anni è emersa la necessità di organizzare e potenziare servizi scolastici alternativi, volti a garantire il diritto allo studio agli alunni affetti da gravi patologie; di particolare rilievo è l’iniziativa del servizio scolastico domiciliare. Il servizio può essere organizzato, attraverso la stesura di appositi progetti, per alunni iscritti a scuole di ogni ordine e grado che, affetti da gravi patologie, debbano seguire terapie che impediscano loro la frequenza scolastica per almeno trenta giorni. La necessaria certificazione è rilasciata dal medico curante ospedaliero.

Il “Primo Seminario Nazionale sull’Insegnamento Domiciliare” tenuto a Viareggio nel 3 dicembre 2003 ha prodotto un “vademecum di istruzione domiciliare”, ad uso delle scuole, che fa riferimento alla normativa basilare per l’organizzazione del servizio e per la stesura dei progetti. I riferimenti normativi sono :

Legge 440/97 (art. 2)
Legge 285/97
C. M. 353/98
C. M. 43/01
C. M. 149/01 ; C. M. 84/02 ; C.M. 56/03

Il nostro progetto di Istruzione Domiciliare verrà erogato nei confronti dell’alunno indicato il quale si assenta per motivi di salute ed ha la necessità di lunghi periodi di convalescenza (come da certificato medico).

Il progetto si inserisce in un contesto di progettazione di Istituto (POF) in quanto condiviso a livello di O.O.C.C. Esso garantisce il diritto allo studio di tutti e di ciascuno, mira al recupero della dispersione e all’attenuazione del disagio e ha come punto di partenza il contatto e la continuità con la classe di appartenenza (C.M. n. 56 del 4 Luglio 2003, Protocollo di Intesa del 24 Ottobre 2003 siglato dal MIUR e dal Ministero della Salute).

Situazione di partenza

L’alunno, ben integrato nel gruppo classe e nelle attività laboratoriali, frequenta da quest’anno la prima elementare e usufruisce di sostegno con rapporto in deroga totale. Ha frequentato, nel corso del primo quadrimestre, in  modo discontinuo per motivi di salute che spesso lo hanno tenuto a casa o in degenza ospedaliera. L’alunno, comunque, ha raggiunto in gran parte  gli obiettivi programmati  ed è in possesso dei prerequisiti necessari per il proseguimento del suo percorso didattico-educativo.

In accordo con la famiglia si ritiene opportuno attuare un intervento di  istruzione domiciliare quando l’alunno si assenta per lunghi periodi, in modo che possa proseguire il suo percorso di apprendimento.

Docente referente-coordinatore del progetto: ins. Icolari

Soggetti coinvolti:

¨       Genitori

¨       Insegnante di sostegno

¨       Insegnanti curriculari

L’istruzione domiciliare verrà impartita dall’insegnante di sostegno e dalle insegnanti curriculari che svolgeranno il loro lavoro in accordo con i genitori solo in orario antimeridiano per 2 o 3 ore giornaliere nel rispetto dei tempi dell’alunno, dell’orario di servizio e delle necessità del modulo di appartenenza.

Tempi previsti

Gennaio - Maggio

IL PROGETTO

Finalità:

La finalità specifica della scuola elementare è quella di:

  1. garantire il diritto allo studio del bambino ospedalizzato;
  2. limitare il disagio dovuto alla forzata permanenza a casa o in ospedale con proposte educative mirate;
  3. favorire la continuità con la sua esperienza scolastica;
  4. recuperare l’interesse per le attività di tipo cognitivo e delle capacità di riorganizzare   la propria quotidianità;
  5. soddisfare il bisogno di apprendere, conoscere e comunicare.

Obiettivi educativi:

n    riportare all’interno del domicilio un elemento normalizzante (attività, ritmi di vita,

    socializzazione, contenimento dell’ansia);

n    evitare l’interruzione del processo di apprendimento;

n    conservare e sviluppare abilità cognitive e conoscenze disciplinari;

n    mantenere il rapporto con la scuola di provenienza;

n    recuperare e mantenere alta l’autostima;

n    rompere/attenuare l’isolamento del domicilio;

n    valorizzare l’esperienza dell’alunno;

n    esplicitare le idee e i valori presenti nell’esperienza.

Obiettivi specifici di apprendimento (OSA)

Per ciò che riguarda gli obiettivi formativi, gli obiettivi specifici di apprendimento e le attività relativi alle varie discipline, si precisa che verrà seguito il Piano Educativo Individualizzato.

ITALIANO

                                      UNITA’ DI APPRENDIMENTO 1

L’ORGANIZZAZIONE DELLA COMUNICAZIONE ORALE E SCRITTA

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

(CONOSCENZE  ABILITA’)® COMPETENZE     

*      Organizzazione del contenuto della comunicazione orale e scritta secondo il criterio della successione temporale.

*      Mantenere l’attenzione sul messaggio orale, avvalendosi del contesto e dei diversi linguaggi verbali e non verbali (gestualità, mimica, immagine, grafica).

*      Comprendere,ricordare e riferire i contenuti essenziali dei testi ascoltati.

*      Intervenire nel dialogo e nella conversazione in modo ordinato e pertinente.

*      Narrare brevi esperienze personali seguendo un ordine temporale.

*      Scrivere semplici testi relativi al vissuto.

OBIETTIVI FORMATIVI

*      Ascoltare messaggi, consegne, richieste ed adeguare il proprio comportamento.

*      Ascoltare e comprendere il contenuto di semplici testi.

*      Intervenire nella conversazione in modo appropriato.

*      Esprimersi utilizzando un linguaggio corretto.

*      Riferire le proprie esperienze.

*      Riferire con l’aiuto di domande- stimolo i personaggi, le azioni, i luoghi e i momenti significativi di una storia.

*      Riordinare le sequenze iconiche di una storia.

*      Riordinare le didascalie di una storia con l’aiuto di immagini.

*      Rappresentare graficamente il proprio vissuto.

*      Produrre semplici e brevi e semplici testi (frase-testo) scaturiti dal contesto esperienziale dell’alunno, con l’aiuto di facilitatori.

*      Rappresentare o completare graficamente le sequenze di una storia rispettando i connettivi logico-temporali.

*      Scrivere semplici e brevi didascalie.

CONTENUTI

Testi narrativi, fiabe, favole, filastrocche, esperienze vissute a scuola, esperienze personali rievocate dall’alunna; i connettivi temporali: prima, adesso,dopo,poi, infine; i connettivi logici: perché, perciò, quindi.

STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Giochi motori e verbali; giochi di piccolo e grande gruppo; cooperative learning; drammatizzazione; osservazione diretta; cartelloni; letture animate; racconti; verbalizzazioni; conversazione guidata;dialogo.

UNITA’ DI APPRENDIMENTO 2

LE TECNICHE DI LETTURA

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

(CONOSCENZE  ABILITA’)® COMPETENZE

*      Tecniche di lettura.

*      Lettura e scrittura in lingua italiana.

*      Utilizzare tecniche di lettura.

*      Leggere, comprendere e memorizzare brevi testi e semplici poesie tratte dalla letteratura per l’infanzia.

OBIETTIVI FORMATIVI

*      Leggere, comprendere e descrivere semplici immagini.

*      Leggere il disegno della frase  scaturita dal vissuto esperienziale personale e                                        collettivo espresso anche graficamente.

*      Analizzare e memorizzare frasi significative.

*      Leggere, comprendere e memorizzare parole.

*      Riconoscere, discriminare, memorizzare fonemi e grafemi.

*      Leggere silenziosamente.

*      Leggere ad alta voce.

CONTENUTI

Testi iconici; testi narrativi; fiabe; favole; filastrocche; esperienze vissute a scuola; esperienze personali; frasi-testo; sillabe; vocali e consonanti.

STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Giochi di attenzione e memorizzazione; giochi di piccolo e grande gruppo; gruppi di compito; drammatizzazioni; osservazione diretta; cartelloni; tecniche di lettura; racconti; verbalizzazioni; conversazione guidata.

UNITA’ DI APPRENDIMENTO 3

I CARATTERI E LO SPAZIO

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

(CONOSCENZE ABILITA’) ® COMPETENZE

*      I diversi caratteri grafici e l’organizzazione grafica della pagina.

*      Organizzare da un punto di vista grafico la comunicazione scritta, utilizzando anche diversi caratteri.

OBIETTIVI FORMATIVI

*      Produrre segni grafici.

*      Riprodurre graficamente disegni rispettando le relazioni spazio- temporali.

*      Scrivere  in stampato maiuscolo e minuscolo, corsivo maiuscolo e minuscolo.

CONTENUTI

Testi iconici; filastrocche; esperienze vissute a scuola e personali; i percorsi; i rapporti topologici; il messaggio iconico; il messaggio simbolico; le lettere nei vari caratteri.

STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Giochi di attenzione e memorizzazione; giochi di piccolo e grande gruppo; gruppi di compito; drammatizzazioni; osservazione diretta; cartelloni; filastrocche; conversazioni guidate; problem solving.

UNITA’ DI APPRENDIMENTO 4

LE CONVENZIONI DELLA SCRITTURA

(CONOSCENZE ABILITA’)® COMPETENZE

*      Alcune convenzioni della scrittura: corrispondenza grafema fonema, raddoppiamento di consonanti, accento e apostrofo.

*      Lettura e scrittura in lingua italiana.

*      Rispettare le convenzioni di scrittura conosciute.

OBIETTIVI FORMATIVI

*      Scrivere fonemi.

*      Scrivere sillabe complesse scrivere parole con il raddoppiamento di consonanti.

*      Scrivere parole con l’accento.

*      Scrivere parole con l’apostrofo.

*      Scrivere usando i segni di punteggiatura.

CONTENUTI

Testi iconici; testi narrativi; esperienze vissute; frasi-testo; sillabe; vocali e consonanti; parole con le doppie, con l’accento e l’apostrofo; i segni di punteggiatura (. ; : ? !).

STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Giochi di attenzione e memorizzazione; giochi di piccolo e grande gruppo; gruppi di compito; drammatizzazioni; osservazione diretta; cartelloni; filastrocche; conversazioni guidate; verbalizzazioni.

MATEMATICA

UNITA’ DI  APPRENDIMENTO 1

ALLA SCOPERTA DELLE QUANTITA’

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

(CONOSCENZE  ABILITA’)®COMPETENZE

*      I numeri naturali nei loro aspetti ordinali e cardinali.

*      Concetto di maggiore, minore, uguale.

*      Usare il numero per contare, confrontare e ordinare raggruppamenti di oggetti.

*      Leggere e scrivere i numeri naturali sia in cifre , sia  in parole.

*      Contare in senso progressivo. 

OBIETTIVI FORMATIVI

*      Classificare quantità in piccole e grandi.

*      Cogliere quantificazioni di tipo intensivo (tanti, pochi, uno, nessuno).

*      Contare piccole quantità di oggetti collegando la sequenza numerica verbale all’attività di manipolazione.

*      Riconoscere e leggere i simboli numerici associandoli alla prima quantità (entro la prima decina).

*      Associare i simboli numerici alla rispettiva parola.

*      Scrivere i numeri sia in simboli che in parole.

*      Comporre e scomporre i numeri (entro la prima decina).

*      Stabilire relazioni di maggioranza, minoranza e uguaglianza utilizzando i rispettivi simboli.

*      Contare in senso progressivo.

*      Ordinare quantità e numeri in senso progressivo.

*      Cogliere relazioni tra numero precedente e successivo.

CONTENUTI

Quantità continue e discontinue; quantità grandi e piccole; quantificatori intensivi (tanti, pochi, uno,nessuno…); corrispondenza “uno a uno” tra elementi di due insiemi (tanti - quanti, di più, di meno); semplici conte di elementi; simboli, parole e quantità dei numeri da zero a nove; i numeri: composizione, scomposizione, raggruppamento e cambio; valore posizionale delle cifre; numeri a confronto: relazioni di maggioranza, minoranza e uguaglianza; simboli >,<,=; numeri precedenti e successivi.

 STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Analisi sensoriale; discriminazione visiva e raggruppamento concreto di materiale non strutturato; passaggio dall’esperienza collettiva a quella individuale; conversazione guidate per rilevare le funzioni dei numeri; presentazione dei numeri da zero a nove; attività costruttiva per l’associazione dei simboli numerici alle rispettive parole e

quantità; composizione e scomposizione del numero attraverso operazioni concrete condotte con materiale strutturato (regoli ed altro materiale); attività ludica per l’interiorizzazione dei concetti di raggruppamento  e cambio connessi alla decina; individuazione visiva del valore posizionale delle cifre e dei numeri connessi all’uso dell’abaco; formazione di gruppi caratterizzati da differenti quantità di elementi; passaggio dal confronto di quantità concrete a quello di simboli numerici; attività ludica per l’impiego dei simboli convenzionali di maggioranza, minoranza uguaglianza, giochi motori per l’interiorizzazione dell’ordine crescente e decrescente.

UNITA’ DI  APPRENDIMENTO 2

OPERIAMO CON I NUMERI

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

(CONOSCENZE  ABILITA’)®COMPETENZE

*      Operazioni di addizioni con i numeri naturali.

*      Collocazione di oggetti nello spazio, sia rispetto a se stessi, a persone, oggetti.

*      Comprendere le operazioni di addizione e sottrazione.

*      Esplorare, rappresentare(con disegni, parole  e simboli) e risolvere situazioni problematiche utilizzando addizioni e sottrazioni.

*      Localizzare oggetti nello spazio, sia rispetto a se stessi, sia rispetto ad altre persone o oggetti, usando (sopra/sotto, davanti/dietro, dentro/fuori).

OBIETTIVI FORMATIVI

*      Comprendere  i vari significati espressi  dall’addizione (unire, aggiungere, aumentare).

*      Comprendere  i vari significati espressi dalla sottrazione (togliere, diminuire trovare differenze). 

*      Eseguire semplici operazioni di addizione e sottrazione con l’ausilio di opportune concretizzazioni e rappresentazioni.

*      Individuare le situazioni problematiche attraverso l’esperienza diretta.

*      Risolvere semplici problemi che richiedono l’uso dell’addizione e della sottrazione.

*      Individuare la posizione di elementi nello spazio in rapporto a sé, ad altre persone , ad oggetti.

*      Collocarsi nello spazio sulla base di indicazioni topologiche.

*      Collocare oggetti nello spazio sulla base di indicazioni topologiche.

*      Rappresentare graficamente le localizzazioni effettuate.

*      Descrivere verbalmente le localizzazioni effettuate utilizzando i termini del linguaggio topologico.

contenuti

significati dell’addizione e della sottrazione; strategie e tecniche risolutive; situazioni problematiche concrete; problemi aritmetici; procedure risolutive; coordinate spaziali.

STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Comprensione dei diversi significati dell’addizione e della sottrazione attraverso la manipolazione e di materiale concreto; attività ludiche e motorie per effettuare le operazioni di addizione e di sottrazione, passaggio dall’esperienza concreta alla tecnica operativa; analisi di semplici situazioni problematiche tratte dall’esperienza quotidiana; passaggio dall’esperienza concreta alla rappresentazione matematica; sperimentazioni delle posizioni che il corpo può assumere nello spazio attraverso giochi motori; attività di analisi visiva per individuare la posizione che gli oggetti hanno nello spazio fisico e in quello rappresentato.

UNITA’ DI  APPRENDIMENTO 3

LA FORMA DELLE COSE

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

(CONOSCENZE  ABILITA’)®COMPETENZE

*      Osservazione ed analisi delle caratteristiche (proprietà) di oggetti piani e solidi.

*      Classificazione a confronto di oggetti diversi fra loro.

*      In situazioni concrete classificare oggetti fisici e simbolici (figure e numeri) in base ad una data proprietà.

*      Localizzare oggetti nello spazio, sia rispetto a se stessi, sia rispetto ad altre persone ed oggetti, usando termini adeguati (sopra-sotto, davanti-dietro, dentro-fuori)

OBIETTIVI FORMATIVI

*      Riconoscere e denominare le principali figure geometriche nella realtà circostante e in rappresentazioni iconiche.

*      Disegnare e costruire le principali figure piane.

*      Confrontare  elementi per rilevare differenze e uguaglianze.

*      Classificare in base ad un attributo comune.

*      Comprendere il significato di “insieme e di “appartenenza”.

*      Rappresentare graficamente le classificazioni effetuate.

*      Individuare l’insieme unitario e l’insieme vuoto.

CONTENUTI

Figure piane e solide; proprietà degli oggetti; differenze e uguaglianze; insiemi; insieme unitario; insieme vuoto.

STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Attività di discriminazione tattile e visiva delle varie forme; giochi per il riconoscimento e la denominazione delle varie figure; esplorazione ambientale per l’individuazione delle principali figure piane e solide; costituzione concreta di insiemi; simbolizzazione grafica e denominazione verbale

UNITA’ DI  APPRENDIMENTO 4

OGNI COSA AL SUO POSTO

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

(CONOSCENZE  ABILITA’)®COMPETENZE

*      Mappe piantine,orientamento.

*      Caselle ed incroci su un piano quadrettato.

*      Classificazione a confronto di oggetti diversi fra loro.

*      Eseguire un percorso partendo dall’esperienza personale o dal disegno o viceversa.

*      Individuare la posizione di caselle e incroci su un piano quadrettato.

 OBIETTIVI FORMATIVI

*      Effettuare spostamenti lungo percorsi assegnati mediante istruzioni verbali e grafiche.

*      Descrivere verbalmente un semplice percorso effettuato.

*      Rappresentare graficamente un semplice percorso effettuato.

*      Leggere semplici rappresentazioni grafico-simboliche di uno spazio circoscritto per individuare luoghi.

*      Definire posizioni (caselle e incroci) su un piano quadrettato e muoversi su di esso.

*      Individuare l’insieme, il sottoinsieme e l’insieme complementare.

*      Utilizzare la  negazione “non” nella definizione dell’insieme complementare.

*      Individuare l’intersezione definendola con il connettivo logico “e”.

*      Operare l’unione di insiemi.

*      Stabilire e rappresentare relazioni tra gli elementi di due insiemi.

CONTENUTI

Situazioni problematiche concrete; problemi  aritmetici; percorsi reticoli e spostamenti nello spazio.

STRATEGIE DIDATTICHE

ATTIVITA’, METODI, SOLUZIONI ORGANIZZATIVE

Sperimentare degli spostamenti nello spazio fisico attraverso percorsi e giochi motori; passaggio dall’esperienza vissuta a alla rappresentazione grafico-simbolica; manipolazione di materiale strutturato e non per l’esecuzione  di semplici operazioni con e sugli insiemi; graduale acquisizione del linguaggio specifico della logica: verbalizzazioni delle definizioni impiegando i connettivi adeguati (“e”, “non”); rappresentazione con diagramma di Venn.

Metodologie didattiche

Nello svolgimento del progetto si cercherà di mettere in atto strategie per ottenere risultati sia sotto il profilo didattico-curricolare, sia sul piano della qualità della vita dell’alunno.

In una situazione in cui l’alunno malato è costretto a subire il piano terapeutico, è bene privilegiare modelli didattici che gli permettano di agire sul piano culturale, che

lo facciano sentire l’artefice dei prodotti che realizzerà. Vanno poi considerati i limiti strumentali dovuti alla patologia. Tempi di applicazione allo studio, limiti fisici e psicologici vanno considerati attentamente prima di qualunque tipo di intervento.

Il rapporto insegnante-allievo falsa il normale rapporto insegnante-classe. Se da una parte favorisce l’approfondimento, sia sul piano didattico che emotivo, dall’altra pone l’allievo in una condizione di isolamento. E’ bene quindi cercare di superare tale condizione, sia sfruttando le possibilità offerte dalle moderne tecnologie telematiche per la comunicazione, sia favorendo, quando le situazioni cliniche e logistiche lo permettono, le visite di qualche compagno.

I docenti provvederanno a programmare con cadenza quindicinale le attività da proporre all’alunno e documenteranno sull’agenda della programmazione del modulo.

Sussidi

Oltre ai libri di testo in adozione, allo studente verranno consegnati gli eventuali sussidi cartacei forniti dai docenti alla classe. Nel caso in cui lo studente disponga di collegamento ad internet si attuerà periodicamente la comunicazione tramite e-mail tra l’alunno e il gruppo classe, al fine di mantenere proficui rapporti con compagni.

Modalità di verifica e valutazione del processo formativo

Tali attività saranno finalizzate ad evidenziare i processi di apprendimento e consentiranno la declinazione delle competenze acquisite (Portfolio individuale).

Per gli obiettivi educativi, le verifiche riguardano:

• la motivazione al lavoro scolastico e grado di coinvolgimento;

• la disponibilità alla collaborazione;

• la crescita dell’autostima;

Le verifiche degli obiettivi di apprendimento programmati riguarderanno:

• area cognitiva (padronanza, competenza, espressione);

• area affettiva (interesse, impegno, partecipazione).

La verifica delle attività verrà condotta attraverso un’analisi oggettiva (osservazione

 diretta e monitoraggio in itinere).

Le valutazioni formative e sommative verranno comunicate oralmente, in relazioni

scritte, nel documento di valutazione dell’alunno.

Modalità di verifica e valutazione del progetto

Il coordinatore del progetto avrà cura:

in itinere

1.  di monitorare il regolare svolgimento degli incontri domiciliari programmati e della relativa documentazione sui registri appositamente predisposti;

2.  di controllare il totale e regolare flusso delle informazioni scuola-famiglia necessarie per lo svolgimento del progetto.

a)  della raccolta delle informazioni e della stesura della relazione finale del progetto contenente una valutazione del grado di apprendimento dello studente e della funzionalità generale del progetto.

Rapporti scuola-famiglia

L’insegnante di sostegno si occuperà di instaurare un rapporto proficuo e costruttivo con la famiglia dell’alunno, informandola sulle fasi progettuali e rilevando la disponibilità della stessa ad ospitare i vari insegnanti che si susseguiranno per  il regolare svolgimento del progetto stesso.

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